Progetto Figuig

 

CONSERVAZIONE, RECUPERO E VALORIZZAZIONE
DEL PATRIMONIO COSTRUITO TRADIZIONALE IN TERRA CRUDA

L.R. 19/1996 Cooperazione Internazionale Sardegna Città di Figuig (Marocco)

 

Capofila – Labterra – DiArch – Facoltà di Architettura di Cagliari

Partner locale: Città della Terra Cruda Sardegna

Partner locale: CRES di L. Milani & C.

Partner estero: Municipalitè de Figuig

Partner estero: Africa 70 (bureau de promotion culturelle de Figuig)

Osservatore: Association Assala des metriers artisanaux de Figuig

 

La proposta ha come oggetto un progetto di cooperazione tra la Sardegna e la città di Figuig in Marocco. Tale progetto consiste nel risanamento e riqualificazione di un complesso di edifici che costituiscono lo ksar El Maiz da adibire in parte a centro di formazione permanente per la costruzione in terra cruda e apertura di una maison d’hôtes - foresteria denominata “casa Sardegna”.

Il progetto nasce da una precedente collaborazione tra i partner, nell’ambito di un progetto culturale europeo Cultura 2000 che ha identificato nelle due realtà, sarda e marocchina, una corrispondenza tra le problematiche collegate alla conservazione ed al recupero dei centri storici in terra cruda, intesi come portatori di saperi e tradizioni legate non solo al costruire e all’abitare, ma anche a tutti quei saperi che intorno alla casa ruotano e si sviluppano. La Regione Sardegna, per le sue competenze, da diversi anni attua una politica di salvaguardia e di valorizzazione dei centri cosiddetti minori, per gran parte rappresentati nell’isola da edifici costruiti con la tecnica dell’adobe (mattone crudo). In quest’ottica si sono sviluppate negli ultimi due decenni una serie di importanti attività, di ricerca, produttive, edilizie, ecc. da parte di numerosi interlocutori, tra cui i partner del presente progetto. Le attività più importanti sono senz’altro rappresentate dalla creazione del centro di ricerca e documentazione labterra, presso il Dipartimento di Architettura della Facoltà di Architettura di Cagliari (capofila del progetto) e l’Associazione Nazionale Città della Terra Cruda di cui le Città della Terra Cruda (partner del progetto) rappresenta buona parte dei soci effettivi.

Il progetto proposto si integra alle ipotesi concrete ed ai progetti strategici d’intervento per la riqualificazione e valorizzazione di questo importantissimo centro marocchino, che tengono conto della rilevante specificità del territorio, e ipotizzano interventi di sviluppo socio-economico più complessivi, attenti al potenziamento delle caratteristiche identitarie locali, e finalizzati al riconoscimento ed alla valorizzazione delle risorse.

In questo contesto si inserisce l’intervento allo ksar El Maiz, oggetto della proposta, che presenta un tessuto urbano per l’80% fatiscente, ma che conserva ancora dei modelli edilizi di alto rilievo e valenza architettonica. Il grande complesso, messo a disposizione dai proprietari per il progetto, diverrà in parte centro di formazione permanente per il recupero delle strutture in terra cruda della città, e luogo di sperimentazione di tecniche edilizie tradizionali ed innovate applicate al restauro del patrimonio esistente, ed al loro adattamento alle odierne necessità. Le tecniche storiche di manutenzione e recupero dei fabbricati in terra cruda, ancora vive nelle memorie dei costruttori marocchini potranno essere trasmesse, attraverso la presenza del labterra, ad operatori sardi che le riverseranno nelle operazioni di recupero dei manufatti in terra cruda della propria regione. Secondo lo stesso principio finalizzato allo scambio di competenze il labterra potrà trasferire, come peraltro espressamente richiesto dai partner marocchini, le conoscenze acquisite durante tanti anni di ricerca sul tema specifico e soprattutto mettere a disposizione i recenti manuali del recupero dell’edilizia tradizionale in terra cruda, come base per la definizione di linee guida/manuali per il recupero del patrimonio locale. La creazione del Centro di formazione è anch’essa fortemente voluta dall’amministrazione locale ed è parte integrante fondamentale del piano strategico per la salvaguardia dell’oasi.

L’intero costruito dello ksar El Maiz diverrà un cantiere pilota coordinato dall’Università di Cagliari, che già in passato ha condotto esperienze di recupero nella città, in coordinamento con i partner accademici dell’università di Rabat (ENA) e CRATerre (Francia), con cui condivide uno strutturato programma didattico legato alla Cattedra UNESCO “Architetture di Terra”. Si stima di offrire un’adeguata formazione specializzata a 10-15 operai marocchini nel corso del progetto, e di proseguire negli anni futuri replicando i corsi di formazione con le stesse modalità.

Parte del complesso di edifici in oggetto sarà destinato alla realizzazione di una scuola permanente in cui si formeranno delle figure professionali locali specializzate nelle tecniche costruttive tradizionali del settore delle costruzioni e nelle attività artigianali ad esse complementari, accrescendo, migliorando ed innovando le competenze di tipo tecnico e professionale già esistenti. Il fine è quello di assicurare una corretta conservazione e riqualificazione del patrimonio architettonico ed il soddisfacimento delle crescenti esigenze di sostenibilità, sicurezza e funzionalità, nell’ambito delle attività di ricostruzione e rifunzionalizzazione del centro storico.

Un’altra parte del complesso verrà invece destinata a maison d’hôtes / foresteria per l’accoglienza dei numerosi visitatori, legati principalmente alle attività di cooperazione locale e internazionale (studenti, professori, esperti di settore, operatori culturali, ecc). E’ stimato un flusso minimo di circa 200 visitatori annui, impegnati in attività di ricerca, monitoraggio e didattica. La gestione della verrà affidata dall’amministrazione locale all’associazione delle donne osservatrici del progetto (Association Assala des metiers artisanaux de Figuig, circa 15 donne), che si occuperebbe dell’organizzazione e della gestione dei servizi del riad, degli spazi verdi annessi e del centro di formazione.

Il progetto proposto punta a sostenere l’iniziativa pilota proposta dall’associazione femminile di Figug sia da un punto di vista materiale (realizzazione della struttura ricettiva), sia immateriale (formazione e start up d’impresa).

La struttura realizzata costituisce un fondamentale tassello nella costruzione di una rete ricettiva turistica in terra cruda che attraverso un’apposita attività divulgativa verrà ampliata a nuovi operatori, anche sardi, operanti nelle città consorziate partner del progetto, a costituzione di un servizio ricettivo fortemente rappresentativo delle culture locali.

Il partenariato ha origini che risalgono al 2006, quando, con il già menzionato progetto europeo Cultura 2000, il labterra-DiArch ha condotto proprio a Figuig un’azione di recupero di un portale di accesso alla città e organizzato un convegno internazionale sulla salvaguardia dei centri storici in terra cruda. Successivamente i contatti sono stati rafforzati attraverso l’accoglienza di una laureanda della Facoltà di Architettura che ha svolto un periodo di ricerca (mag-ago 2009) finalizzata alla compilazione della tesi di laurea su Figuig. Questo rapporto ha consentito inoltre al Labterra la creazione di una rete di scambi accademici anche sostenuti da cofinanziamenti regionali (L.R. 19/96 annualità 2004) con l’Università di Rabat – École National d’Architecture, anch’essa parte della rete facente capo alla Cattedra UNESCO “Architetture di terra: culture costruttive e sviluppo sostenibile”. Il presente progetto consoliderebbe il lavoro già svolto e offrirebbe una preziosa opportunità di proseguimento dello studio e dello sviluppo di tematiche legate alle tecniche costruttive tradizionali.

Inoltre, la recente pubblicazione da parte del DiArch dei manuali per il recupero dell’architettura tradizionale in Sardegna, e di quelli relativi all’architettura in terra cruda in particolare, hanno suscitato l’interesse dell’amministrazione marocchina che attraverso il presente progetto auspica di poter ottenere un documento analogo riferito al patrimonio di Figuig. Il trasferimento delle esperienze acquisite dal labterra-DiArch sul recupero di architetture in terra cruda, e sul recupero e la valorizzazione dei saperi costruttivi ad esse collegati, in sinergia con le altre attività didattiche e formative condotte nell’ambito della Cattedra UNESCO rappresenta un’attività fondamentale del presente progetto.

Le Città della Terra Cruda sono rappresentate da 11 dei soci sardi della Associazione Nazionale Città della Terra Cruda (Villasor, Samassi, Serramanna, Pabillonis, Nuraghi, Ussana, Guspini, Musei, Mandas, San Gavino Monreale e Serrenti), che fin dalla sua costituzione si è avvalsa della consulenza tecnica e scientifica dell’Università di Cagliari. Il sodalizio, più che consolidato, ha prodotto tra l’altro negli anni una molteplicità di attività di sensibilizzazione sul tema (seminari, conferenze, workshop, mostre, ecc) organizzate in perfetta sinergia.

In anni più recenti, grazie anche ai contatti avuti con i precedenti progetti, il gruppo si è aperto a cooperazioni internazionali di vario genere e con il Marocco in particolare. La città di Figuig, con il suo importante centro storico ancora intatto rappresenta tra i contatti marocchini un terreno ideale per il riconoscimento delle tecniche tradizionali in uso nella cultura delle zone pre-sahariane ed un compendio inestimabile di saperi e tecniche in parte già a rischio, ma ancora prevalentemente vivo nella cultura locale. Le tradizioni manutentive degli edifici rappresentano un sapere che in Sardegna va invece scomparendo velocemente, processo, questo, iniziato negli anni ’50 e mai veramente arrestato nonostante il rinnovato interesse per il materiale suscitato negli ultimi anni. Tutto ciò rappresenta una rara opportunità di rigenerare in Sardegna, attraverso il trasferimento delle eccellenti competenze marocchine quei saperi antichi legati al costruire in terra cruda. Per menzionarne alcune, il tadelakt, intonaco impermeabile di terra e calce utilizzato negli hammam (bagni pubblici), oppure le coperture orizzontali di legno di palma e terra, perfettamente impermeabili e ottimi isolanti contro le alte temperature. Si tratta di tecniche antiche ma sicuramente riproponibili in chiave moderna per il recupero delle tradizionali case di terra e per nuove opere edilizie ecologiche e sostenibili anche in Sardegna.


AllegatoDimensione
programme de la mission.pdf79.6 KB
programme de la rencontre.pdf104.26 KB
Missione in Sardegna_progetto Figuig.pdf298.46 KB
Journal du chantier_light_1.pdf610.15 KB
Journail du chantier_3_light.pdf299.78 KB
progetto Figuig_slides_web.pdf3.62 MB