Casalincontrada


Casalincontrada - Case di terraIl paese di Casalincontrada è un piccolo borgo sito in Abruzzo, in provincia di Chieti, e fa parte dell'Associazione Nazionale Città della Terra cruda. Per quanto riguarda le case di terra, nel territorio di Casalincontrada si trovano 124 edifici in "massone", dei quali il 48% è situato in ambiente urbano e il 52% in zona rurale.
Tra tutti gli edifici il 72% è ancora utilizzato, il 25 % come abitazione e il 56% come deposito agricolo. Solamente il 28% non è più utilizzato.
Il 24% è ancora in buone condizioni, il 38% è in un discreto stato di conservazione, il 24% in cattivo stato di conservazione e il 14% in rovina.
Per questi edifici in rovina si propone la totale demolizione recuperando tutti i materiali caratteristici, in modo dapoterli utilizzare per gli altri recuperi.
L'attività di ricerca sulla presenza dell'architettura del crudo in Abruzzo, evidenzia come negli ultimi quindici anni la distruzione delle case di terra sia avvenuta a ritmi più elevati che in passato.Casalincontrada - Case di terra
Da un'indagine dell'Istituto Centrale di Statistica del 1934, si rivela come questi manufatti costituissero il 20% del patrimonio edilizio rurale abruzzese; su un totale di 10.0000 abitazioni rurali, infatti, ne sono costruite in terra: 780 nella provincia di Pescara, 755 in quella di Teramo, 683 in quella di Chieti. Oggi non sono che episodi isolati nella campagna o unici elementi sopravvissuti miracolosamente alla colata di cemento delle nostre periferie.
I processi di abbandono e di sostituzione degli edifici in crudo, già avviati negli anni '50 e '60, in concomitanza con la cosiddetta deruralizzazione, si intensificarono con la periferizzazione della campagna fino a raggiungere livelli difficilmente recuperabili.
Da ciò è facile desumere che le aree interessate da questo patrimonio architettonico in terra cruda, in Abruzzo come nei territori marchigiani a nord del Tronto, sono notevolmente diminuite.
La causa prevalente della diffusione delle case di terra è individuabile nelle profonde modificazioni della struttura agraria e fondiaria del territorio avvenute a metà del secolo scorso, allorquando la divisione delle proprietà, la maggiore sicurezza delle campagne, portò alla diffusione delle abitazioni sui fondi anziché in nuclei localizzati e lontani dai campi.

L'odierno paesaggio rurale è ancora testimone di questo processo di colonizzazione; le costruzioni si diffondono privilegiando i crinali, la sommità delle colline e la posizione di pendio. Le case di terra difficilmente si organizzano in nuclei.
La costruzione con la terra non fu che una scelta obbligata per le caratteristiche, difficilmente eguagliabili, di reperibilità ed economicità che questo materiale offriva; il fenomeno che ne scaturisce è quello dell'autocostruzione.
Vale qui la pena ribadire che l'abitazione in terra non genera una tipologia edilizia particolare ma si ispira al patrimonio insediativo già consolidato nel tempo. Sono due i tipi prevalenti: la tipologia a blocco ad elementi trasversali ad un piano, che nasce per elementi aggiunti in tempi successivi; la tipologia definita "italica", propria della casa mezzadrile in laterizio, che sovrappone, collegandoli attraverso una scala esterna, l'abitazione al rustico. Inoltre detta sovrapposizione testimonia, nella volontà di limitare lo spazio, una derivazione da tipologie urbane dove questa necessità era più sentita assumendo anche l'elemento della scala interna. Pur se rare, abbiamo tipologie a pianta quadrata con caratteri dimensionali più elevati.
Le case di terra quindi non possono essere considerate costruzioni primitive ma frutto di un'integrazione istintiva fra necessità economiche, tradizioni tipologiche e tecnologie edilizie.
Tutti questi passaggi fanno dell'abitazione in terra cruda un elemento primario di caratterizzazione del paesaggio agrario ma nello stesso tempo inducono un processo di straniamento in senso socio-culturale.
La terra, quale elemento primario, non regge il confronto con la solidità morale affidata dalla comunità al laterizio ed alla pietra.
È necessario riattribuire, nell'uso quotidiano, valore e significato alla terra come materiale da costruzione, non essendo sufficiente una sua collocazione nella sola memoria. Questo passaggio è indispensabile per superare l'immagine negativa di miseria arretratezza ed emarginazione economica e sociale cui è legata la casa di terra nella nostra cultura, e che la campagna ha mantenuto fino agli anni ‘50.
In un ambiente vicino alla tradizione contadina come Casalincontrada "la casa a terra" mantiene la propria identità legata, soprattutto, alla conoscenza tramandata dagli originari abitanti e costruttori; qui la casa isolata conserva meglio il suo rapporto con i campi laddove, però, non è compromesso, analogamente alla periferia urbana, dal crescere disordinato delle contrade, omogeneizzate ed anonime, e della zonizzazione indifferente dei piani urbanistici .
Il destino di queste architetture può evolvere favorevolmente se esse vengono inserite in un tentativo di rilettura della espansione della periferia urbana, per meglio evidenziare l'equivoco rapporto tra città e campagna. Una reinterpretazione che deve giocare su un artificio: la casa di terra divenuta suo malgrado cittadina. Essa diventa così lo spunto per riflettere sulla inevitabilità dei processi di trasformazione e di espansione della città e sulla avvenuta perdita di rapporto con l'esistente.